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Cambiare banca senza stress: come funziona

Trasferire il conto è un tuo diritto, è gratis e ha tempi certi: dodici giorni lavorativi. Se la banca nuova sfora, l’indennizzo parte da 40 euro e lo pagano loro.

Molti restano nella stessa banca per anni pagando più del necessario, e il motivo quasi mai è la convenienza: è la paura del disordine, lo stipendio che non arriva, la bolletta che torna indietro. La procedura che risolve questo problema esiste, si chiama trasferimento dei servizi di pagamento o portabilità, ed è costruita apposta perché quel disordine non ci sia.

In sintesi

  • La portabilità è gratuita ed è un tuo diritto: non serve il consenso della vecchia banca.
  • Si trasferiscono il saldo e i pagamenti ricorrenti, tutti o solo quelli che scegli.
  • La nuova banca deve completare tutto entro 12 giorni lavorativi.
  • Se sfora, hai diritto a 40 euro più una maggiorazione calcolata sui giorni di ritardo.
  • Il vecchio conto non si chiude da solo: decidi tu.

Cosa si trasferisce davvero

Con la portabilità sposti sul nuovo conto il saldo disponibile e i pagamenti ricorrenti che avevi attivo: i bonifici in entrata come l’accredito dello stipendio, i tuoi ordini permanenti come quello dell’affitto, e gli addebiti diretti, cioè le domiciliazioni delle bollette e delle rate. Puoi anche scegliere di trasferire solo il saldo, o solo alcuni servizi. Il nuovo conto può essere aperto per l’occasione o già esistente. Se il tuo obiettivo è pagare meno, prima leggi conto corrente a zero spese, e le altre guide stanno nella pagina Conti.

I dodici giorni lavorativi, e cosa succede se non li rispettano

La richiesta si presenta alla banca dove apri il nuovo conto, non alla vecchia, e se il conto è cointestato la firmano tutti i cointestatari. Nel modulo indichi la data di efficacia del trasferimento, che deve essere distante almeno 12 giorni lavorativi dalla richiesta, esclusi sabato, domenica e festivi. Entro quel termine la nuova banca deve completare la procedura. Se non lo fa hai diritto a un indennizzo di 40 euro più una maggiorazione, calcolata sui giorni di ritardo, sul saldo disponibile e sul tasso soglia antiusura del trimestre. La formula è pubblica: tasso soglia per saldo, moltiplicato per i giorni di ritardo diviso 365.

Nessun buco: chi risponde di cosa

La preoccupazione più comune, cioè restare scoperti nel passaggio, è coperta dalla norma: le due banche devono garantire la continuità dei servizi di pagamento. La vecchia è responsabile delle operazioni fino al giorno precedente la data indicata nel modulo, la nuova a partire da quella data. Attenzione però a tre eccezioni dichiarate: alcuni addebiti diretti, per esempio quelli di certe carte di credito e del Telepass, non si trasferiscono con questa procedura e richiedono adempimenti specifici, e i pagamenti dell’INPS non rientrano nella portabilità, con tempi che possono essere più lunghi. Le banche devono segnalartelo, ma conviene chiederlo esplicitamente se una pensione o una prestazione INPS è il tuo accredito principale.

Il vecchio conto non si chiude da solo

È l’errore che costa di più: il vecchio conto resta aperto se non chiedi tu la chiusura, e continui a pagarne le spese di gestione. Puoi indicare la chiusura già nella richiesta di portabilità oppure chiederla dopo alla vecchia banca. In entrambi i casi puoi chiedere il reindirizzamento gratuito dei bonifici in arrivo sul vecchio conto verso il nuovo, che dura per i 12 mesi successivi al trasferimento: è la rete di sicurezza per chi ha dato il vecchio IBAN a decine di soggetti nel corso degli anni.

Chi può usarla e in quali casi

La portabilità è riservata ai consumatori, quindi non vale per i conti usati per un’attività professionale o d’impresa. Il nuovo conto deve essere in una banca situata in Italia e diversa da quella del vecchio conto, intestato a te e nella stessa valuta. Hai comunque diritto alla portabilità anche se il vecchio conto ha saldo negativo, perché puoi trasferire i servizi ricorrenti, e anche se hai un prestito in corso: nella richiesta puoi autorizzare il finanziatore a incassare le rate future dal nuovo conto. Se il nuovo conto è nella stessa banca o all’estero esiste una procedura diversa, da chiedere allo sportello.

Se qualcosa va storto

In caso di ritardi o disservizi si presenta un reclamo scritto a entrambe le banche. Se non arriva risposta o non convince, puoi fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario o rivolgerti al giudice civile. L’indennizzo automatico per il ritardo non ti preclude nulla: se il ritardo ti ha causato un danno ulteriore puoi comunque chiedere il risarcimento. Comportamenti scorretti si segnalano alla Banca d’Italia con un esposto.

In breve

Cambiare banca è una pratica da un modulo, con tempi scritti e un indennizzo se non li rispettano. I due punti su cui stare attenti sono l’INPS, che viaggia per conto suo, e il vecchio conto, che va chiuso esplicitamente se non vuoi continuare a pagarlo. Tutto il resto lo fa la banca nuova, che tra l’altro ha tutto l’interesse a farlo in fretta.

Domande frequenti

Quanto costa trasferire il conto in un’altra banca?

Niente. La portabilità è gratuita ed è un tuo diritto: per attivarla non serve il consenso della banca dove hai il vecchio conto.

Quanto tempo ci vuole?

La nuova banca deve completare la procedura entro 12 giorni lavorativi, esclusi sabato, domenica e festivi. La data di efficacia che indichi nel modulo deve essere distante almeno 12 giorni lavorativi dalla richiesta.

Cosa succede se la banca sfora i termini?

Hai diritto a un indennizzo di 40 euro più una maggiorazione calcolata in base ai giorni di ritardo, al saldo disponibile e al tasso soglia antiusura del trimestre. Puoi comunque chiedere il risarcimento di eventuali danni ulteriori.

Il vecchio conto si chiude automaticamente?

No. Se non chiedi la chiusura resta aperto e continui a pagarne le spese. Puoi indicare la chiusura nella richiesta di portabilità o chiederla dopo, e in entrambi i casi puoi chiedere il reindirizzamento gratuito dei bonifici per 12 mesi.

Si trasferisce anche l’accredito della pensione INPS?

No, i pagamenti dell’INPS non rientrano nella procedura di portabilità e i tempi di trasferimento possono essere più lunghi. Le banche devono segnalartelo, ma conviene verificarlo prima se è il tuo accredito principale.

Fonti

  1. Banca d’Italia, L’economia per tutti, cambiare conto con la portabilità.
  2. Banca d’Italia, L’economia per tutti, cos’è e a cosa serve il conto corrente.
  3. Banca d’Italia, guida Il conto corrente in parole semplici.
  4. Arbitro Bancario Finanziario, per i reclami dopo la risposta dell’intermediario.

Ultima verifica delle fonti: luglio 2026.

Questa guida spiega come funziona il trasferimento del conto. Le condizioni del nuovo conto e le spese del vecchio restano da verificare nei rispettivi contratti.

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