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Pagamenti online sicuri: cos’è la SCA

Il codice che ti arriva sul telefono quando paghi non è una seccatura burocratica: è la regola che decide chi paga il conto se qualcuno usa la tua carta al posto tuo.

Quando paghi online e ti chiedono un codice sull’app della banca oltre alla password, stai usando l’autenticazione forte. Sembra un passaggio in più fatto per complicarti la vita, e invece è il criterio principale con cui si decide chi risarcisce chi quando un pagamento non lo hai fatto tu.

In sintesi

  • La SCA chiede almeno due prove indipendenti fra quello che sai, quello che possiedi e quello che sei.
  • Nei pagamenti online vengono autenticati anche l’importo e il beneficiario.
  • Se l’operazione non è stata autenticata con SCA, il rimborso ti è generalmente dovuto.
  • Il rimborso va eseguito al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva.
  • La contestazione va fatta prima possibile e comunque entro 13 mesi dal pagamento.

Cos’è l’autenticazione forte

La SCA, dall’inglese Strong Customer Authentication, è un presidio introdotto dall’Unione europea per aumentare la sicurezza dei pagamenti elettronici. Ti chiede di confermare la tua identità fornendo almeno due prove indipendenti fra loro, scelte fra qualcosa che solo tu conosci, per esempio una password o un PIN, qualcosa che possiedi, come una chiavetta o il cellulare, e qualcosa che ti caratterizza, come l’impronta digitale. Indipendenti significa che la compromissione di un fattore non deve compromettere l’altro. Di norma banche e operatori devono applicarla, con alcune eccezioni come i pagamenti di piccolo importo. Le altre guide del verticale stanno nella pagina Carte.

La protezione in più sugli acquisti online

Per i pagamenti su internet la normativa aggiunge una difesa che quasi nessuno conosce: oltre a te vengono autenticati anche l’importo del pagamento e il beneficiario, con una procedura che blinda le informazioni dell’operazione. In pratica il codice che confermi è legato a quella cifra e a quel destinatario, quindi non può essere riusato per un altro pagamento. È il motivo per cui vale la pena leggere il messaggio che arriva sull’app invece di approvarlo di riflesso: se importo o beneficiario non corrispondono, stai per autorizzare qualcosa che non hai chiesto.

Quando hai diritto al rimborso

I casi in cui il rimborso è generalmente dovuto sono due. Il primo: operazioni per le quali non c’è stata l’autenticazione forte. Qui il rimborso spetta anche se neghi di aver autorizzato il pagamento, salvo che l’operatore sospetti una frode ai suoi danni, nel qual caso può sospendere il rimborso, fare approfondimenti e segnalarlo alla Banca d’Italia. Il secondo: pagamenti con autenticazione forte per i quali è accertato che da parte tua non ci sono stati dolo né colpa grave, cioè né l’intenzione di trascurare i tuoi obblighi né una grave imprudenza. Il confine passa di lì: la diligenza con cui hai custodito carta e credenziali.

I tempi, che sono quelli che nessuno rispetta

La legge prevede che l’operatore rimborsi l’importo dell’operazione disconosciuta immediatamente e in ogni caso al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui ne viene a conoscenza, riportando il conto nello stato in cui si sarebbe trovato senza l’addebito. Non è un dettaglio teorico: la Banca d’Italia ha diffuso una comunicazione agli operatori proprio perché i rimborsi arrivavano con tempi lunghi e i rifiuti erano a volte infondati. Se ti rispondono che i tempi sono di settimane, quella frase citata è la tua risposta.

La franchigia di 50 euro e i 13 mesi

Due numeri da ricordare. Il primo: se ti hanno rubato o hai perso la carta e ti sei comportato con attenzione, hai diritto al rimborso delle somme sottratte, ma ti viene trattenuta una franchigia di 50 euro sui pagamenti fatti prima della denuncia di furto o smarrimento. Segnalare in ritardo, nei casi più gravi, può far perdere del tutto il diritto al rimborso. Il secondo: la contestazione va fatta prima possibile e comunque entro 13 mesi dalla data del pagamento. Tredici mesi sono il limite esterno, non il tempo che conviene prendersi: bloccare subito impedisce altri pagamenti e dimostra la tua diligenza.

Cosa fare, in ordine, se vedi un addebito che non riconosci

Blocca subito la carta o l’accesso al conto chiamando il numero dedicato. Disconosci l’operazione per iscritto all’operatore, indicando data, importo e beneficiario. Conserva le notifiche e gli estratti conto. Se il rimborso non arriva o viene rifiutato, presenta un reclamo scritto: l’intermediario deve rispondere, e se la risposta non arriva o non convince puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario. Per prevenire, la regola pratica è quella dei costi delle carte: attiva le notifiche in tempo reale e controlla l’estratto conto, come spieghiamo in canone e costi nascosti delle carte.

In breve

L’autenticazione forte non è un fastidio, è la prova che sposta la responsabilità. Leggi sempre importo e beneficiario prima di confermare, non dare mai i codici a chi te li chiede al telefono o via messaggio, e se qualcosa non torna blocca e disconosci subito. I numeri che contano sono tre: due fattori per autenticarti, 50 euro di franchigia massima, 13 mesi per contestare.

Domande frequenti

Cos’è la SCA?

È l’autenticazione forte del cliente, introdotta dall’Unione europea per rendere più sicuri i pagamenti elettronici. Richiede almeno due prove indipendenti fra qualcosa che conosci, qualcosa che possiedi e qualcosa che ti caratterizza, per esempio una password più un codice generato dal cellulare.

Quando ho diritto al rimborso di un pagamento non autorizzato?

Generalmente in due casi: quando l’operazione non è stata autenticata con SCA, e quando l’autenticazione forte c’era ma è accertato che non ci sono stati dolo né colpa grave da parte tua.

Entro quanto deve arrivare il rimborso?

La legge prevede che l’operatore rimborsi immediatamente e in ogni caso al più tardi entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui viene a conoscenza dell’operazione disconosciuta, ripristinando il conto nello stato precedente.

Cos’è la franchigia di 50 euro?

È l’importo massimo che può restare a tuo carico per le operazioni non autorizzate effettuate prima che tu comunichi il furto o lo smarrimento dello strumento di pagamento. Segnalare in ritardo, nei casi più gravi, può far perdere il diritto al rimborso.

Entro quanto tempo posso contestare un pagamento?

Prima possibile e comunque entro 13 mesi dalla data del pagamento. Il blocco dello strumento va però chiesto appena ti accorgi del problema, perché impedisce ulteriori pagamenti e dimostra la tua diligenza.

Fonti

  1. Banca d’Italia, L’economia per tutti, i pagamenti elettronici.
  2. Banca d’Italia, operazioni di pagamento non autorizzate, come ottenere il rimborso.
  3. Banca d’Italia, i tuoi diritti quando paghi.
  4. Arbitro Bancario Finanziario, per i reclami dopo la risposta dell’intermediario.

Ultima verifica delle fonti: luglio 2026.

Questa guida spiega come funziona l’autenticazione forte e quali diritti hai sulle operazioni non autorizzate. Il tuo caso specifico dipende dal contratto e da come si sono svolti i fatti.

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