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Conto deposito: come funziona e quando conviene

Il conto corrente serve a far muovere i soldi, il conto deposito a tenerli fermi in cambio di interessi. Il rendimento che ti mostrano però è sempre lordo: prima di firmare vale la pena vedere cosa resta.

Il conto deposito, o deposito a risparmio, è un contratto bancario simile al conto corrente con una differenza di fondo: non serve a gestire i pagamenti di tutti i giorni, serve a mettere da parte una somma e a farsi pagare degli interessi. In pratica sei tu che presti denaro alla banca, e la banca si impegna a restituirtelo quando lo chiedi oppure secondo tempi concordati.

In sintesi

  • È uno strumento di investimento a rischio contenuto, non un conto per pagare.
  • Libero: ritiri quando vuoi, senza penali. Vincolato: ritiri alla scadenza, in genere da 1 mese a 4 anni.
  • Il tasso cresce al crescere della durata e dei vincoli al prelievo.
  • Sugli interessi si paga il 26 per cento, e sul rapporto c’è l’imposta di bollo.
  • I depositi sono garantiti fino a 100.000 euro per persona e per banca.

Cos’è un conto deposito e in cosa è diverso dal conto corrente

La Banca d’Italia lo definisce un contratto simile a quello di conto corrente in cui presti una somma alla banca, che si impegna a pagarti interessi e a restituirti il denaro. I tassi riconosciuti sono generalmente più alti di quelli dei conti correnti e più bassi dei rendimenti di investimenti con rischio altrettanto contenuto, per esempio i buoni ordinari del Tesoro. In cambio perdi quasi tutte le funzioni: spesso puoi solo versare e prelevare, in molti casi solo passando da un conto corrente di appoggio che la banca ti chiede di aprire, non puoi chiedere un fido né sconfinare, e di norma non puoi collegare carte di pagamento. Se il tuo problema sono invece i costi del conto che usi ogni giorno, la guida giusta è conto corrente a zero spese, e le altre stanno nella pagina Conti.

Libero o vincolato: la differenza che conta

I conti deposito possono essere liberi, quando puoi ritirare il denaro in qualsiasi momento senza penali, oppure vincolati, quando puoi ritirarlo solo alla scadenza del periodo stabilito, che in genere va da un mese a quattro anni. Sui vincolati molte banche permettono comunque di ritirare prima, ma con una penale che di solito consiste nella rinuncia agli interessi maturati: è il punto da leggere per primo, perché è quello che trasforma un buon rendimento in zero. La regola generale è semplice, il tasso cresce al crescere della scadenza e dei vincoli al prelievo. Prima di firmare verifica proprio questo: se potrai ritirare prima della scadenza, e a quale prezzo.

Quanto rende davvero: il lordo non è il netto

Il numero pubblicizzato è il tasso lordo, e tra quello e i soldi che ti restano ci sono tre cose. La prima è la tassazione degli interessi, che è del 26 per cento: su 100 euro di interessi lordi te ne restano 74. La seconda è l’imposta di bollo, e qui vale la pena essere precisi, perché il conto deposito non segue sempre la regola del conto corrente. Sugli estratti di conto corrente e sui rendiconti dei libretti l’imposta è fissa, 34,20 euro l’anno per le persone fisiche, e non è dovuta se il valore medio di giacenza annuo non supera 5.000 euro. Per i depositi che sono contratti distinti dal conto corrente, con funzione di investimento e non di provvista, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si applica invece un’imposta proporzionale al valore depositato: cambia proprio il criterio, e il bollo cresce insieme alla somma che hai messo da parte. La misura è stata modificata più volte negli anni, quindi per il tuo caso il numero sta nel foglio informativo e nel rendiconto, ed è la banca a versarla addebitandola sul rapporto. La terza voce sono i costi del contratto: canone annuo di gestione ed eventuali spese di apertura e di chiusura.

I 100.000 euro di garanzia, cosa coprono davvero

Se la banca finisce in liquidazione coatta amministrativa, i depositi sono rimborsati dai sistemi di garanzia entro un massimo di 100.000 euro per depositante e per singola banca. Il rimborso arriva entro sette giorni lavorativi dagli effetti del provvedimento, non devi presentare nessuna richiesta e non paghi niente. Tre precisazioni che cambiano i conti. Gli interessi maturati fino a quella data concorrono al limite, quindi il tetto si mangia anche quelli. Se hai due rapporti nella stessa banca i saldi si sommano e la garanzia resta 100.000 euro complessivi, mentre somme depositate presso banche diverse, anche dello stesso gruppo, sono garantite ciascuna per conto suo. Sui conti cointestati il saldo si divide in parti uguali fra i cointestatari, quindi un conto da 230.000 euro in due è coperto fino a 200.000. Chi deposita alle Poste non rientra nel Fondo interbancario ma gode della garanzia dello Stato, e chi deposita in una banca di credito cooperativo fa capo a un fondo dedicato con funzione analoga.

Se la banca cambia le condizioni

Il tasso non è scolpito nella pietra. Come per gli altri contratti bancari, la banca che vuole modificare il tasso creditore, le commissioni o le spese deve proporti la variazione con almeno due mesi di anticipo, per iscritto, con una comunicazione chiamata proposta di modifica unilaterale del contratto. Se non ti va bene puoi rifiutarla e chiedere la chiusura del rapporto, senza penali e senza spese. Vale la pena leggere quelle comunicazioni invece di archiviarle: su un deposito libero una modifica del tasso è esattamente il motivo per cui potresti volerlo spostare altrove.

Quando conviene e quando no

Ha senso quando hai una somma che sai di non dover toccare per un periodo definito e vuoi correre pochi rischi: i soldi fermi sul conto corrente non rendono niente, e su una cifra che resta lì per mesi la differenza si vede. Ha molto meno senso se quei soldi potrebbero servirti prima, perché il vincolo si paga con gli interessi persi, oppure se stai confrontando un rendimento lordo con altri prodotti guardando solo il numero grande. Il confronto onesto si fa a parità di condizioni: rendimento al netto del 26 per cento e del bollo, durata del vincolo, penale per l’uscita anticipata, canone annuo. E se hai un debito costoso in corso, per esempio una carta revolving, chiuderlo rende quasi sempre più di qualsiasi deposito, perché gli interessi che smetti di pagare sono più alti di quelli che incasseresti.

In breve

Il conto deposito è uno strumento semplice e leggibile, ed è uno dei pochi prodotti finanziari in cui puoi rifare i conti da solo. Prima di aprirlo rispondi a tre domande: per quanto tempo posso lasciare ferma questa somma, cosa succede se devo ritirarla prima, quanto resta del rendimento dopo il 26 per cento, il bollo e il canone. Se le risposte tornano, è un buon posto dove tenere i soldi che non usi.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra conto corrente e conto deposito?

Il conto corrente serve a gestire i pagamenti di tutti i giorni, il conto deposito è uno strumento di investimento a rischio contenuto. Sul deposito i tassi sono in genere più alti, ma le operazioni possibili sono poche: spesso solo versamenti e prelievi, a volte solo tramite un conto corrente di appoggio.

Quanto dura il vincolo di un conto deposito?

Nei conti vincolati la durata in genere va da un mese a quattro anni, e il tasso cresce al crescere della scadenza. Molte banche permettono di ritirare prima applicando una penale, che di solito consiste nella rinuncia agli interessi maturati.

Quante tasse si pagano sugli interessi del conto deposito?

La tassazione degli interessi è del 26 per cento. Oltre a questa c’è l’imposta di bollo sul rapporto, che sui depositi con funzione di investimento è proporzionale al valore depositato, e vanno considerati anche il canone annuo di gestione e le eventuali spese di apertura e chiusura.

I soldi sul conto deposito sono garantiti?

Sì, fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca, in caso di liquidazione coatta amministrativa. Il rimborso avviene entro sette giorni lavorativi, senza costi e senza bisogno di presentare richiesta. Gli interessi maturati concorrono al limite.

La banca può cambiare il tasso dopo che ho aperto il conto?

Può proporre una modifica, ma deve comunicartela per iscritto con almeno due mesi di anticipo. Se non sei d’accordo puoi rifiutare la proposta e chiudere il rapporto senza penali e senza spese.

Fonti

  1. Banca d’Italia, L’economia per tutti, il conto di deposito.
  2. Banca d’Italia, L’economia per tutti, il Fondo interbancario di tutela dei depositi.
  3. Banca d’Italia, guida Il conto corrente in parole semplici.
  4. Agenzia delle Entrate, Fisco Oggi, imposta di bollo su conti correnti e prodotti finanziari.
  5. Agenzia delle Entrate, Fisco Oggi, estratti conto e comunicazioni, quale bollo si applica.

Ultima verifica delle fonti: luglio 2026.

Questa guida spiega come funziona il conto deposito e cosa incide sul rendimento. Non è un consiglio di investimento: quanto e per quanto tempo vincolare dipende dalla tua situazione.

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