Surroga del mutuo: cambiare banca senza costi
Se il tuo mutuo ha qualche anno, le condizioni di oggi possono essere migliori di quelle che stai pagando. Spostarlo si può: non serve il permesso della tua banca e, per legge, l’operazione non la paghi tu.
Un mutuo firmato qualche anno fa porta le condizioni di quel momento. Se nel frattempo il mercato si è mosso, puoi spostarlo a un’altra banca che ti offre di meglio, senza chiudere e riaprire tutto da capo. L’operazione si chiama surroga, o portabilità, ed è un diritto: non dipende dal permesso della banca che il mutuo ce l’ha adesso.
In sintesi
- La surroga sposta il mutuo a un’altra banca, con un nuovo finanziamento pari al debito residuo.
- Non serve il consenso della banca di partenza.
- Per legge sono gratuite sia la chiusura del vecchio contratto sia la concessione del nuovo.
- Puoi cambiare tasso e durata, non l’importo: quello resta il debito che ti manca.
- La rinegoziazione è un’altra cosa: stessa banca, condizioni ritoccate d’accordo con lei.
Cos’è la surroga, detta senza gergo
La definizione della Banca d’Italia è secca: la portabilità consente al cliente di estinguere il proprio mutuo tramite un nuovo finanziamento stipulato con un altro intermediario, per un importo pari al debito residuo, anche senza il consenso dell’intermediario originario. In pratica la nuova banca paga quello che devi alla vecchia e da lì in avanti il mutuo è con lei, alle condizioni che avete concordato. L’ipoteca sulla casa resta quella, non se ne accende una nuova. Il quadro completo sta nella guida al mutuo della Banca d’Italia, e le altre guide del verticale le trovi nella nostra pagina sui mutui.
Perché non la paghi tu
Qui non c’è margine di interpretazione: la legge prevede che siano completamente gratuite sia la chiusura del vecchio contratto di mutuo sia la concessione del nuovo finanziamento. Niente penale di estinzione, niente costo per aprire il nuovo mutuo. È il motivo per cui la surroga è uno dei pochi strumenti in cui il consumatore parte in vantaggio: il costo dell’operazione se lo prende chi ti vuole come cliente. Se qualcuno ti presenta una spesa legata a queste due voci, fattela mettere per iscritto prima di firmare.
Cosa puoi cambiare, e cosa no
Puoi cambiare la banca, il tipo di tasso e la durata che ti resta: si passa da variabile a fisso o viceversa, e si può allungare o accorciare il piano. Se stai ancora ragionando su quale dei due ti conviene, il confronto è in tasso fisso o variabile. Quello che non cambia è l’importo: il nuovo finanziamento è pari al debito residuo, non un euro di più. Se ti servono soldi in aggiunta, la surroga non è lo strumento giusto e stai parlando di un’altra operazione, con altre regole e altri costi.
Surroga o rinegoziazione: non sono sinonimi
La rinegoziazione, sempre secondo la Banca d’Italia, è l’accordo con cui il cliente e l’intermediario convengono di modificare uno o più elementi del contratto, per esempio la durata, il sistema di indicizzazione, il parametro di riferimento, lo spread o le commissioni. La differenza pratica è una sola e conta: nella rinegoziazione resti nella stessa banca e serve il suo accordo, nella surroga cambi banca e il suo accordo non serve. Le due cose si possono anche usare in sequenza: chiedi un preventivo altrove e poi vedi se la tua banca ti segue. Per stimare l’effetto di una modifica c’è il calcolatore pubblico della Banca d’Italia, gratuito e senza nessuno che ci guadagni sopra.
Quando conviene davvero: il conto in un minuto
Il calcolo è banale: prendi la differenza tra la rata che paghi oggi e quella che ti propongono, e moltiplicala per i mesi che ti restano. È lì che si vede se il gioco vale la candela, perché la stessa differenza di rata pesa in modo molto diverso a seconda di quanto manca alla fine. Un esempio aritmetico, non un dato di mercato: 60 euro al mese di differenza valgono 7.200 euro se ti restano dieci anni e 1.440 euro se te ne restano due. Con pochi anni davanti il vantaggio si assottiglia, e la scelta si gioca su altro, per esempio il passaggio a un tasso più prevedibile.
Come si avvia
La richiesta si presenta alla banca nuova, quella che ti ha fatto l’offerta: è lei a occuparsi del rapporto con la vecchia, perché il consenso di quest’ultima non è richiesto. Prima di muoverti raccogli due numeri, il debito residuo e le rate che ti mancano, e chiedi più preventivi: senza quelli non stai confrontando niente. Fatti dare le condizioni per iscritto e confronta il TAEG, non il tasso pubblicizzato.
Se qualcosa non torna
Se la surroga si blocca senza spiegazioni o ti vengono addebitati costi su voci che la legge dichiara gratuite, il primo passo è il reclamo scritto alla banca, che deve rispondere entro sessanta giorni. Se la risposta non arriva o non ti convince, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario, che decide senza bisogno di un avvocato.
In breve
La surroga è una delle poche operazioni bancarie in cui la legge sta dalla tua parte in modo esplicito: sposti il mutuo dove ti conviene, senza chiedere il permesso e senza pagare l’operazione. Il lavoro che resta a te è quello vero: farti dare più preventivi, confrontare i TAEG e fare la moltiplicazione tra differenza di rata e mesi che mancano.
Domande frequenti
La surroga del mutuo ha dei costi?
No. La legge prevede che siano completamente gratuite sia la chiusura del vecchio contratto di mutuo sia la concessione del nuovo finanziamento.
Serve il consenso della banca che ha il mutuo?
No. La portabilità si può fare anche senza il consenso dell’intermediario originario: è il punto che distingue la surroga dalla rinegoziazione.
Con la surroga posso farmi prestare di più?
No. Il nuovo finanziamento è pari al debito residuo. Per ottenere una somma maggiore serve un’operazione diversa, con altre regole e altri costi.
Che differenza c’è tra surroga e rinegoziazione?
La surroga sposta il mutuo a un’altra banca e non richiede il consenso della prima. La rinegoziazione è un accordo con la stessa banca per modificare elementi del contratto come la durata, lo spread o le commissioni.
Posso passare da tasso variabile a fisso con la surroga?
Sì. Cambiando banca puoi cambiare anche il tipo di tasso e la durata residua. Resta fermo l’importo, che è il debito che ti manca da pagare.
Fonti
- Banca d’Italia, glossario, voce Portabilità.
- Banca d’Italia, glossario, voce Rinegoziazione.
- Banca d’Italia, guida Comprare una casa: il mutuo ipotecario in parole semplici.
- Banca d’Italia, calcolatore per la rinegoziazione del mutuo.
Ultima verifica delle fonti: luglio 2026.
Questa guida spiega come funziona la surroga, non ti dice se farla: quello dipende dal tuo debito residuo, dagli anni che ti restano e dai preventivi che riesci a farti fare.